Suona sempre come se ci fosse un maestro, ad ascoltartiPolso elastico e mano morbida
Quando Bibi vuole scrivere si siede ad un caffè e beve qualcosa che la scaldi. Appoggia la testa sul dorso della mano e si arrotola ciocche di capelli con l'indice. Poi appoggia di nuovo la fronte sulla mano, si guarda in giro e fissa la gente. Ma in realta’ non sta guardando da nessuna parte. Conosce a memoria i tratti del suo viso. Si gratta la faccia, a volte delicatamente, a volte con rabbia. Si stropiccia gli occhi. Sbadiglia. Tiene le gambe accavallate nella stessa posizione per ore, ciondola il piede. Si morde le unghie. Alza gli occhi per guardare con distacco chi entra dalla porta, mentre continua a scrivere. Sbuffa. Piega la testa di lato e si sorprende. Cancella e riscrive, aggiunge e toglie. Ha il mignolo pieno d’inchiostro. Canticchia senza far rumore. Deglutisce lentamente si morde il labbro e rilegge allo sfinimento le poche righe scritte. Si toglie le pellicine dalle dita. Sorregge la penna come un archetto, con polso elastico e mano morbida. Si sbriciola addosso il croissant e si pulisce senza curarsene. E' sempre sicura di sè ed insicura degli altri. Non sopporta le persone sempre disperate e depresse. E' spesso stanca e insoddisfatta. Dorme poco. Qualche volta ha freddo dentro. Sembra sempre assorta ed un po’ passiva. Usa il pollice per grattarsi il lato del naso. Quando scrive qualcosa che suona bene muove la testa ritmicamente con decisione. E' sempre spettinata. Gesticola lievemente quando cerca una parola e rivolge gli occhi al cielo, ogni tanto si alza di scatto e fa cadere penna e fogli poi li raccoglie in fretta e trascrive su un foglio nuovo, per schiarirsi le idee perché per lei é fin troppo semplice perdere l’ispirazione. E fuori comincia a far buio. E piu’ freddo, ma lei non se ne accorge. Non sente il tempo, eppure non é mai abbastanza. Agisce d’impulso, credendo di ragionarci sopra. Se si innervosisce diventa lievemente rossa, ma con discrezione; é sempre discreta. Parla poco; preferisce ascoltare ed immergersi in storie nuove. Non si vanta mai, perché é conscia dei suoi limiti. Non appena qualcosa o qualcuno riempie quel vuoto che la porta a scrivere, é fregata. Eppure cerca un surrogato che colmi quel vuoto, ma non rinuncerebbe mai a scrivere. E' discontinua e facilmente annoiabile ma abitudinaria. E distratta. Se c’e’ qualcosa che possa essere rovesciato, sicuramente lo rovescerà. Sta cercando la realtà raccontandola attraverso sinonimi e metafore.

Nel frattempo: Mahler - quinta sinfonia