la malinconia non ti aiuta di sicurooggi voglio solo carezze.Maneggiare con cura
una volta era bella, quando Candida metteva i geranei sui balconi, adesso é triste

La sera Candida riaggiustava sempre con una strisciolina di scotch gli occhiali da lettura e accendeva la lampada per leggere avidamente Famiglia Cristiana prima di addormentarsi dentro al grande letto a baldacchino. Era l'unico lusso della casa, quel letto. Non era povera, che il marito lavorava in miniera e un piatto di minestra (qualche volta con un bel pezzetto di carne) poteva permetterselo tutti i giorni. Ma non era libera e accarezzava (senza confessarlo a nessuno) qualche piccolo sogno. Tutta la casa era sua; l'aveva costruita suo padre quando lei era ragazza per lasciargliela in dote perché non era bella, Candida, con quella grande macchia bluastra a lato della fronte - che cercava di nascondere sistemando i capelli a banda e fermandoli con due forcine - e poi era piccola piccola e rotonda, come sua nonna. Quando Innocenzo le portò un fiore le sembrava di toccare il cielo con le mani e quando lui la chiese in sposa non dormì per una settimana dalla felicità. All'inizio le era sembrato romantico vivere su al terzo piano, nella mansardina e poi i soldi che riscuotevano dell'affitto degli altri appartamentini facevano comodo. Però Innocenzo le dava una piccola cifra per la spesa tutti i lunedì e lei non riusciva mai ad arrivare alla domenica con ancora qualche spicciolo nel borsellino. La domenica mattina, dopo la messa, faceva sempre un giro al mercato, così, solo per guardare, per toccare i golfini ricamati che le piacevano tanto. Una volta era riuscita a risparmiare e ce l'aveva fatta a comperarsene uno. Era tornata a casa combattuta tra la gioia di possedere quel piccolo tesoro e la preoccupazione di giustificarlo a Innocenzo. Non sapeva dire le bugie, Candida e quel giorno si prese uno schiaffo in piena faccia e il ricordo di quella umiliazione le bruciò per anni. Le durò poco quel golfino, che una domenica pomeriggio, dopo una passeggiata si era addormentata in un prato di cavallette e l'aveva poi trovato pieno di buchi. Per il mio compleanno mi regalava un sacchettino di caramelle alle erbe alpine dal sapore terribile, ma mi mancano e mi manca lei e se penso che é morta senza potersi comprare un altro golfino ricamato mi viene da piangere.
Nel Frattempo: Wolfgang Amadeus Mozart - Ave Verum K 618 -