La lingua batte dove il dente duole
La lingua batte dove la mente duole
Ieri sono stata a Padova in gita scolastica.
Ho portato a casa mani e piedi gelati, un santino di S.Antonio con una tredicina e un quadretto di "Botero" comperato al mercato di Natale di San Lazzaro (che stava aspettandomi appena scesa dal 918).

Ho appena intravisto la cappella degli Scrovegni (vera meta della gita), che in dieci minuti di visita le immagini non si fissano nemmeno nella mente.
Mi é piaciuta la basilica di S.Antonio, ma.
ma.
ma.
ma.
ma ma ma ma ma ma ma.
Voglio lasciare qualcosa di scritto per raccomandare ai miei posteri che non voglio per nessun motivo, se diventerò santa che parti del mio corpo vengano esposte al pubblico.
(Credo che sognerò la sacra lingua fino alla fine dei miei giorni)
Caro S.Antonio
scusa se non ti ho chiesto nessuna grazia, ma non ti conosco e mi sembrava scorretto (un pò come pregare solo prima di un esame).
E soprattutto scusa tanto tutti quei giuda che hanno esposto la tua lingua alla pubblica venerazione.
E meno male che qualcuno mi ha regalato un bicchiere di lucciole
Oggi
sono molto imbarazzata per S.Antonio